Oggigiorno di “Pet Therapy” se ne sente parlare sempre più spesso, ma non tutti conoscono l’origine ed il significato profondo di questo termine. “Pet Therapy” deriva da due termini inglesi: “pet” che significa animale domestico e “therapy”, ossia terapia o cura.

Il primo ad usare il termine “Pet Therapy” fu lo psichiatra infantile Boris Levinson che notò, quasi casualmente, come bambini con difficoltà relazionali potessero stabilire legami affettivi con un animale tanto da permettere loro di abbassare le proprie barriere difensive, migliorando così la comunicazione, anche con il terapeuta. Usò pertanto il termine per definire una particolare tecnica basata sul coinvolgimento della naturale predisposizione degli animali come terapeuti e mediatori emozionali, riconoscendo loro un ruolo attivo nella relazione con l’essere umano. Si tratta pertanto di una pratica terapeutica di supporto ad altre forme di terapia tradizionali, che si avvale degli effetti positivi derivanti dalla vicinanza con animali domestici.

Studi successivi hanno evidenziato una benefica influenza legata alla sola presenza di un animale sui sintomi principali dello stress, ossia l’animale sembrava indurre una normalizzazione del ritmo cardiaco, della pressione arteriosa, della frequenza respiratoria, della tensione muscolare e del livello di colesterolo.
L’applicazione degli Interventi Assistiti con gli Animali è una realtà consolidata da oltre quarant’anni in diversi Paesi europei, anche in Italia la valenza terapeutica della Pet Therapy nel favorire la socializzazione e l’interazione relazionale, è stata ufficializzata dal decreto emanato dal Ministero della Salute (Decreto Sirchia, 2003) e del riconoscimento attribuito dal Comitato Nazionale di Bioetica (ottobre 2005). L’Accordo del 25 Marzo 2015 tra il Governo, le Regioni e le Province di Trento e Bolzano sul documento recante “Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali (IAA)” rappresenta il concretizzarsi normativo necessario al riconoscimento della “Pet Therapy” sul territorio nazionale.

Negli ultimi anni si è sviluppato un notevole interesse nei confronti di questa “terapia d’accompagnamento” che viene applicata nel campo socio-educativo e sanitario, per migliorare la qualità della vita di persone di ogni età attraverso la presenza e l’interazione con un animale. Grazie alla stretta convivenza ed alla familiarità, gli animali più indicati per queste terapia sono i cani.

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Gli Interventi Assistiti con gli Animali si differenziano a seconda del tipo di intervento, degli obiettivi e delle specifiche caratteristiche dell’utenza a cui sono rivolti. Secondo le linee guida nazionali esistono 3 principali categorie di interventi che non si autoescludono, nel senso che possono essere combinati tra loro per meglio rispondere alle specifiche richieste:

Terapia Assistita con gli Animali (T.A.A.): prevede obiettivi specifici, quali il miglioramento delle funzioni fisiche, neuro e psicomotorie, sociali, relazionali, emotive e cognitive in affiancamento ad interventi riabilitativi psico-motori tradizionali. L’intervento è di tipo riabilitativo.
Si rivolge a utenti di qualunque età affetti da patologie fisiche o psichiche di varia gravità, psichiatriche, sensoriali o relazionali, persone in condizioni di disagio. L’intervento è personalizzato sulle necessità e caratteristiche del singolo utente, in collaborazione con le figure professionali sanitarie di riferimento della persona ed alla presenza di uno o più Pet Therapy Partner con uno o più cani preparati e certificati idonei a svolgere tale attività.

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Attività Assistita con gli Animali (A.A.A.): si tratta di interventi ludico-ricreativi rivolti a soggetti di qualunque età sia sani che diversamente abili, fonte di conoscenza e stimoli emozionali. Grazie alla naturale propensione al gioco del cane e ad un pizzico di fantasia è possibile coinvolgere piccoli gruppi con l’obiettivo di socializzare.
E’ rivolta a singoli individui o ad un piccolo gruppo di soggetti accomunati per età o caratteristiche particolari. L’intervento è personalizzato sulle necessità del gruppo allo scopo di migliorare la qualità di vita e la socializzazione in soggetti che si trovano in condizioni di disagio o di isolamento sociale, in collaborazione con il centro o la struttura di riferimento degli utenti coinvolti ed alla presenza di uno o più Pet Therapy Partner con uno o più cani preparati e certificati idonei a svolgere tale attività.

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Educazione Assistita con gli Animali (E.A.A.): si tratta di interventi di tipo educativo e/o rieducativo, mirati a migliorare la qualità della vita, il benessere psico-fisico e sociale e a rinforzare l’autostima di soggetti sani o diversamente abili e di persone affette da disturbi del comportamento, in affiancamento alle attività educative tradizionali.
E’ rivolta ad un gruppo di soggetti accomunati per età. L’intervento è personalizzato e strutturato su obiettivi che valorizzino la relazione bimbo-animale al fine di educare al rispetto degli animali e degli altri in quanto diversi da sé, di conoscere cosa vuol dire empatia e di migliorare le capacità cognitive, sensoriali e motorie, in collaborazione con le figure educative di riferimento ed alla presenza di uno o più Pet Therapy Partner con uno o più cani preparati e certificati idonei a svolgere tale attività .
Generalmente gli interventi di educazione assistita con gli animali si rivolge alle scuole (asili nido, scuole materne, primarie e secondarie), ma trova applicazione anche in altri ambiti come: prolungata ospedalizzazione o ricoveri ripetuti in strutture sanitarie, problemi comportamentali o di adattamento, difficoltà relazionali, disagio emozionale, malattia o situazioni che prevedano la necessità di ricovero in istituti per anziani, per pazienti psichiatrici, centri per disabili, comunità di recupero, carceri, case famiglia, residenze sanitarie.

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La corretta applicazione degli IAA richiede il coinvolgimento di una équipe multidisciplinare, composta, a seconda degli interventi, da medici, specialisti in pedagogia ed educatori cinofili.

Benefici della Pet Therapy

La letteratura medica evidenzia quanto la relazione Uomo-Animale apporti benefici sociali, emozionali e fisici, e che prendersi cura di un cane favorisca la spontaneità ed i comportamenti prosociali verso i pari.
La presenza di un cane, infatti, rappresenta un “ponte” tra le persone, che lascia emergere gli aspetti non verbali della comunicazione, riuscendo a dare all’utente:

  • benefici di carattere relazionale: il cane in veste di facilitatore,
  • benefici di carattere cognitivo: il cane in veste di induttore di quei comportamenti rivolti alla cura di altri promuovendo l’utente ad un ruolo attivo,
  • benefici di carattere riabilitativo: il cane in veste di agevolatore delle funzioni motorie,
  • benefici di carattere emozionale: grazie al rapporto che si stabilisce tra cane e uomo privo di giudizio diminuiscono gli stati di ansia e di paura, pertanto aumenta l’autostima.

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Ambiti di applicazione

Solitamente i progetti della Onlus Carolina sono tenuti presso le strutture che ospitano gli utenti, tra cui:

  • Ospedali
  • Centri diurni
  • Centri per disabili
  • Istituti per pazienti psichiatrici
  • Comunità per il recupero
  • Case famiglia
  • Case di cura
  • RSA
  • Carceri
  • Hospice per malati terminali
  • Scuole e asili
  • Presso i nostri Pet Therapy Center
  • Presso il domicilio dell’utente nel caso del progetto domiciliare A.M.I.C.A.